Implementazione di tecnologie innovative di interesse in sanità pubblica

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IMPLEMENTAZIONE DI TECNOLOGIE INNOVATIVE DI INTERESSE IN SANITÀ PUBBLICA

 

M-3.1 Le onde acustiche nei processi di sterilizzazione

Le onde acustiche, nei processi di sterilizzazione, potrebbero rappresentare un   metodo innovativo fisico economico, di facile gestione, non invasivo e privo di effetti collaterali di notevole interesse. Onde acustiche a bassa energia oppure cavitanti avrebbero dovuto produrre effetti diversi sui batteri adesi ed in biofilm a supporti abiotici quali la morte, l'inibizione della formazione del biofilm o la disgregazione del biofilm preformato. I dati ottenuti mostrano l’inefficacia di questo processo soprattutto nella disgregazione del biofilm e dati erratici nell’effetto inibente la formazione del biofilm. Questa linea d’attività, come già riportato nella negoziazione, deve essere considerata ultimata.

 

P3.1 - Ottimizzazione dei protocolli per la valutazione dell'efficacia di strategie di lotta contro specie italiane di zanzare la rilevazione di resistenza agli insetticidi.

Sono stati messi a punto e svolti biosaggi con colonie di Aedes albopictus e Culex pipiens di laboratorio per (vedi scheda tecnica P3.1):

i) la valutazione della resistenza ad insetticidi piretroidi. Sebbene gli insetticidi piretroidi siano ampiamente impiegati in Italia ormai da molti anni per ridurre la densità di zanzare ed il fastidio da esse causato, nessuna informazione è tutt’oggi disponibile sul territorio italiano, né europeo, sulla suscettibilità delle specie target a tali insetticidi. E’ stato quindi iniziato uno screening della suscettibilità ai piretroidi di popolazioni italiane di zanzare, sono state avviate collaborazioni con vari istituzioni nazionali ed europee. I risultati preliminari indicano una presenza diffusa di resistenza a piretroidi in Cx pipiens e la suscettibilità della maggior parte delle popolazioni di Ae. albopictus fino an oggi esaminate anche quando raccolte nello stesso focolaio larvale, con l’eccezione di popolazioni dell’Emilia Romagna.

ii) la valutazione dell’efficacia di sostanze repellenti. Sebbene siano largamente utilizzati per ridurre il fastidio dalle punture di insetto, i repellenti più diffusi in commercio sono stati raramente testati per comprovare il reale effetto nei confronti di popolazioni naturali della zanzara tigre Ae. albopictus. A questo abbiamo messo a punto biosaggi di laboratorio e dei test di campo per la valutazione dell’efficacia di sostanze repellenti, seguendo e adattando protocolli standardizzati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e li abbiamo applicati a due prodotti largamente utilizzati in commercio: Deet e Icaridina. I risultati ottenuti sono in fase di elaborazione e verranno utilizzati per stabilire l’efficacia del protocollo utilizzato sul campo da poter implementare per stabilire la reale efficacia nel tempo di prodotti già ampliamente in commercio e di futuri nuovi repellenti, anche su richiesta di produttori privati.

Inoltre, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli ed il Comune di Procida, è stato svolto il monitoraggio capillare di Ae. albopictus nell’isola al fine di ottenere dati sulla dinamica di popolazione e sulla distribuzione spaziale della specie. L’analisi dei risultati dei monitoraggi sono in corso e rappresenteranno dati di base indispensabili per la pianificazione di un esperimento di soppressione della Ae. albopictus mediante la tecnica del maschio sterile (in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per L’Energia Atomica di Vienna IAEA, che si è resa disponibile a produrre ed irradiare i maschi sterili necessari per l’esperimento) e per la richiesta dei finanziamenti necessari per tale l’esperimento.

 

 

P3.2 Applicazione di biodosaggi per la valutazione di semiochimici repellenti/attrativi per insetti ematofagi

Oltre all’attività molesta di ectoparassiti, le specie di zanzare (Aedes spp, Culex spp) autoctone nel nostro Paese rivestono interesse sanitario poiché potenziali vettori di arbovirus ed elminti del genere Dirofilaria.

La trasmissione di arbovirus (virus della febbre gialla, Dengue, Zika ecc.) è diffusa ai tropici e nei paesi sub-tropicali ma, considerati i flussi migratori e il turismo di massa in continua crescita, non si può escludere un futuro interessamento del bacino del mediterraneo o l’introduzione di virus da parte di un turista al ritorno da un viaggio in un’area endemica.

Alla luce di queste considerazioni, la circolazione di zanzare potenzialmente infette costituisce un rischio aggiuntivo per ogni singolo individuo, anche se l’esposizione è diversa per ciascuno. L’odore della pelle di ciascun individuo è influenzato da diversi fattori: età, sesso, abitudini alimentari, igiene personale e, non ultima, la presenza di batteri commensali. Uno studio del 2009 ha rilevato che le variazioni individuali nella composizione del microbiota della pelle, in termini di numerosità e variabilità di specie, potrebbero spiegare la diversa attrattività delle zanzare nei confronti di alcuni individui. A proposito di malattie vettoriali, il virus Zika è stato considerato dall’OMS una vera e propria emergenza sanitaria essendo stata confermata la correlazione tra infezione durante la gravidanza e l’insorgenza di gravi complicazioni neonatali. Il virus Zika è trasmesso dalla zanzara tropicale Aedes aegypti, ma anche la zanzara Aedes albopictus, più conosciuta come "zanzara tigre" ormai autoctona nel nostro Paese, può fungere da vettore.

Obiettivo della ricerca

Valutare se le variazioni individuali nella composizione del microbiota della pelle, in termini di numerosità e variabilità di specie, possano influenzare la diversa attrattività delle zanzare nei confronti di alcuni individui. Attraverso un approccio metagenomico, sarà caratterizzato il microbiota della pelle di gestanti selezionate sulla base della loro diversa attrattività verso le zanzare. La valutazione delle differenze nella composizione del microbiota della pelle e l’individuazione di specifiche componenti microbiche con attività attrattive o repulsive potrebbe essere utile per la messa a punto di prodotti biologici che funzionino da attrattivi o repellenti nei confronti della zanzara Aedes albopictus.

I materiali e metodi applicati nella ricerca come pure lo schema del trial clinico, la messa a punto  delle condizioni del tunnel del vento e i saggi d’attravità sono  riportata nella scheda tecnica P3.2.

 

S1 - New measures for evaluating of time-dependent prognostic biomarkers

L’Unità vanta una riconosciuta esperienza nella validazione statistica di nuove metodologie in sanità pubblica, con particolare riferimento alla validazione statistica di nuove metodologie diagnostiche e alla valutazione del rischio da agenti patogeni e da contaminanti ambientali.

Inoltre, è da tempo impegnato dello sviluppo e applicazione di metodologie statistiche per l'elaborazione dati in Sanità Pubblica. Queste competenze sono state fondamentali per il raggiungimento di tutti gli obiettivi del progetto descritti fin qui.

Inoltre, questa UO ha guidato le altre UO nell’elaborazione delle  procedure richieste da presentare al Comitato Etico dell’Università di Roma “La Sapienza” per i vari trial clinici relativi alle sperimentazioni ex vivo e in vivo del presente Progetto.

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