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Salute pubblica e benessere

Premessa

Sapienza svolge attività per la salute pubblica e il benessere attraverso le sue strutture dipartimentali e nell’am bito dell’ampio bacino di utenza dei due Policlinici universitari (Policlinico Umberto I e Sant’Andrea) e del Polo pontino, collaborando istituzionalmente anche con strutture del territorio.
 
In questo insieme di attività volte alla tutela e alla promozione del benessere e della salute si inseriscono anche le attività di SapienzaSport che gestisce gli impianti sportivi d'Ateneo a Tor di Quinto e via Osoppo.
 
Per maggiori informazioni, visita la pagina di Ateneo.
 
 
 
SCOPRI LE ATTIVITA' DEL DIPARTIMENTO DI SANITA' PUBBLICA E MALATTIE INFETTIVE NELL'AMBITO SALUTE PUBBLICA E BENESSERE!
 
Amare con Sapienza

Descrizione: L'obiettivo è stato di valutare dell'efficacia di metodologie digitali basate su Ambient Media per promuovere la prevenzione dell'infezione da HIV nella popolazione giovanile universitaria.
Il progetto si è articolato in 3 fasi. La prima fase consisteva nella somministrazione di un questionario online a tutti i dipendenti e gli studenti universitari, sui metodi di trasmissione e le misure di prevenzione per HIV. La seconda fase ha previsto una campagna di informazione basata su un’azione circolare interattiva che ha utilizzato social network, un sito internet e soprattutto Ambient Media installati nel campus universitario. La 3a fase ha previsto la valutazione della campagna attraverso lo stesso questionario inviato nella 1a fase, e il conteggio del numero di accessi al vicino centro clinico per eseguire il test HIV, l'accesso al sito web e la visualizzazione del numero di post social. Inoltre in occasione della giornata mondiale di lotta all’AIDS, una settimana di attività in presenza per diffondere i messaggi e promuovere l’esecuzione dl test HIV presso il Policlinico Umberto I.
 
Periodo di svolgimento: 2015-2019.
 
Luoghi: Online, campus universitario, Policlinico Umberto I.
 
Soggetti coinvolti: Collaborazione con una start up proveniente dagli incubatori tecnologici della Sapienza e del CNR.

Referente attività: Miriam Lichtner
 
Beneficiari dell’attività: Studenti universitari dei vari ordini e gradi, personale docente e amministrativo dell’Università.
 
Risorse utilizzate: Finanziamento ottenuto con vincita di un bando pubblico chiamato “Digital Health Program Gilead Fellowship 2017”, 30.000 euro.
 
Impatti sociali, economici e culturali:  Principali indicatori sono stati l’aumento delle conoscenze e l’aumento dei test eseguiti. In particolare un aumento del 13% delle conoscenze riguardanti PEP (Profilassi post espositiva), PreP (Profilassi pre-espositiva), che statisticamente si traduce in una evitata infezione di HIV in una platea tra le 47 a 94 persone. Avendo aumentato il testing e avendo effettuato 11 nuove diagnosi di HIV in soggetti inconsapevoli di esserlo, si è determinato l’inizio delle cure e la prevenzione della progressione di malattia con conseguente ospedalizzazione ed exitus. L’impatto sociale è riscontrabile anche nell’aumento di conoscenze in relazione alla non contagiosità dei pazienti non viremici in terapia, dunque riduzione della paura e del rischio di isolamento. L’intera iniziativa rientra ovviamente nell’ottica accrescimento della cultura della salute e della prevenzione.
 
Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: L’utilizzo di tecnologie digitali rende semplice il raggiungimento del target e il monitoraggio e l’analisi dei dati. Il modello utilizzato può inoltre essere esportabile in altri scenari, quali le periferie urbane, le discoteche, le saune, i luoghi di aggregazione in generale avendo cura sempre di adattare al pubblico interessato le modalità comunicative.
 
Non mandare in fumo la tua Sapienza
 
Descrizione: Gli obiettivi dell’iniziativa erano informare sulla dipendenza, sulle conseguenze a breve termine che il fumo di tabacco determina nella vita quotidiana e sull’inquinamento ambientale; incoraggiare a non gettare in terra i mozziconi; invitare i fumatori a smettere utilizzando il servizio gratuito UNITAB. 
Le azioni sono off-line (affissione di manifesti nella città universitaria), digitali (invio mail alla mailing-list), on-line (comunicazioni sul sito e sui social media).
La comunicazione è affiancata da un’azione incentivante, con il Centro Universitario Sportivo viene realizzato e distribuito apposito merchandising, in particolare portamozziconi da tasca.
 
Periodo di svolgimento: 2015-2019
 
Luoghi: online, Città Universitaria
 
Soggetti coinvolti: Unità di Tabaccologia, Centro Universitario Sportivo
 
Referente attivitàMaria Sofia Cattaruzza 
 
 
Beneficiari dell’attività: Studenti universitari dei vari ordini e gradi, personale docente e amministrativo dell’Università.
 
Impatti sociali, economici e culturali: Dal punto di vista economico da valutare l’incasso monetario relativo al merchandising di riferimento. Rilevabile una riduzione dei costi di pulizia a seguita della diminuzione dei mozziconi gettati a terra e miglioramento del decoro urbano. La campagna ha permesso alla comunità accademica nel suo complesso, ma con effetto a cascata anche ai loro parenti, amici e conoscenti, di acquisire una maggior consapevolezza sulle tematiche.
 
Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: L’iniziativa ha ricevuto apprezzamento dagli studenti rappresentanti negli Organi collegiali, entusiasmo riscontrabile nel rapido esaurimento dei portamozziconi nel merchandising, articolo diventato poi stabile del catalogo ufficiale. 
La campagna ha permesso di sviluppare all’interno del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive un diverso atteggiamento/propensione verso la problematica fumo. E’ nato infatti il progetto “Il Dipartimento senza fumo” per aumentare la consapevolezza di tutto il personale e degli studenti frequentanti il Dipartimento: far rispettare il divieto di fumo attrezzando aree per fumatori esterne all’edificio
E’ pervenuta una richiesta di interesse a replicare l'iniziativa da parte dell’Università di Camerino. 
 
Reingegnerizzazione organizzativo-gestionale dell’area chirurgica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I
 
Descrizione: Sperimentazione gestionale in relazione alle attività di valutazione e miglioramento delle performance assistenziali. In particolare gli obiettivi miravano ad ottenere risultati per i seguenti fattori: Preospedalizzazione programmata; Riduzione degenza media preoperatoria; Programmazione ricoveri; Programmazione sedute operatorie; Efficientamento utilizzo sale operatorie; Aumento peso medio DRG; Aumento valore della produzione; autonomia gestionale dei Responsabili UOC sui posti letto per l’elezione; misurazione oggettiva della capacità gestionale dei responsabili UOC; Aumento dell’offerta di posti letto per PS.
L’azione consisteva in una rimodulazione dell’assetto organizzativo e funzionale dell’area chirurgica con definizione di quote di posti letto dedicati all’attività di ricovero programmato distinti da quelli a disposizione dei ricoveri da Pronto Soccorso.

Periodo di svolgimento: 2018-2019

 
Luoghi: Chirurgia generale e neurochirurgia – Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma
 
Soggetti coinvolti: Personale sanitario
 
Referente attività: Ferdinando Romano
 
 
Beneficiari dell’attività: pazienti area chirurgica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I
 
Impatti sociali, economici e culturali: L’impatto economico è considerevole: incremento del valore della produzione aziendale; riduzione delle giornate di ospedalizzazione preoperatorie; riduzione dei costi associati alla gestione della patologia del paziente nell’attesa del ricovero; riduzione delle liste di attesa per ricovero chirurgico in elezione, quindi aumento della capacità di offerta assistenziale delle strutture sanitarie per la popolazione e conseguente riduzione del ricorso a spese out of pocket o assicurative e riduzione della mobilità passiva.
L’impatto sociale è individuabile nella riduzione i tempi di permanenza in Pronto Soccorso e, di conseguenza, i relativi disagi; il miglioramento quali-quantitativo delle prestazioni sanitarie erogate; riduzione delle diseguaglianze; riduzione del disagio delle famiglie legato al ricorso all’assistenza fuori regione. L’impatto culturale consiste nella promozione della cultura gestionale nella classe medica e  nella transizione da una visione esclusivamente assistenziale ad una prospettiva a forte sensibilità sociale.
 
Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: Trasferimento del nuovo modello organizzativo-gestionale a tutte le aziende ospedaliere ed i presidi ospedalieri.
 
Prevenzione e controllo delle Infezioni Sessualmente Trasmesse: percorsi diagnostici assistenziali e sensibilizzazione dei giovani

 

Descrizione: L’obiettivo del progetto è stato quello di analizzare i percorsi assistenziali per la diagnosi e la cura delle IST in diversi centri del territorio al fine di individuare le principali problematiche esistenti e suggerire strategie per garantire l’accesso alle cure e migliorare l’appropriatezza diagnostico-terapeutica. Tutto ciò coinvolgendo 4 Centri attivamente coinvolti nella diagnosi microbiologica delle IST, situati in strutture universitarie di grandi città (1 al nord, 1 al centro, 1 al sud e 1 nelle isole). Sono state poi organizzate due giornate: la prima per promuovere le conoscenze e la ricerca relativa ad un pubblico di esperti; la seconda a carattere educational per promuovere l’importanza della prevenzione delle IST nelle giovani generazioni, fornendo coscienze chiare della problematica.

Periodo di svolgimento: 2017-2019
 
Luoghi: online, scuole, Centri coinvolti nella diagnosi microbiologica.
 
Soggetti coinvolti: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità (Dipartimento di Malattie Infettive), 4 Centri coinvolti nella diagnosi microbiologica delle IST, situati in strutture universitarie di grandi città (1 al nord, 1 al centro, 1 al sud e 1 nelle isole). Influencer l’azione online.
 
Beneficiari dell’attività: esperti del settore, giovani delle Scuole Medie Superiori, diversi licei scientifici romani
 
Risorse utilizzate: 167.110 euro, finanziati dal Ministero della Salute nell’ottica dei progetti CCM.
 
Impatti sociali, economici e culturali: Una corretta informazione ha un impatto positivo indiretto sul Sistema Sanitario Nazionale in quanto favorisce l’acquisizione da parte dei cittadini (in particolare nei giovani e nei loro insegnanti) della capacità di attivare comportamenti idonei alla prevenzione delle IST, di saper riconoscere dai primi sintomi l’insorgenza di una IST e di individuare il percorso di cura più appropriato. L’evento sia nella sua parte tecnica che educazionale ha rappresentato un momento importante sia per la disseminazione dei contenuti specifici, che per la ricerca di nuove vie di comunicazione adatti a diversi contenuti. L’intera iniziativa rientra ovviamente nell’ottica accrescimento della cultura della salute e della prevenzione.
 
Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: L’efficacia del progetto e degli eventi organizzati è stata riconosciuta dal Min Sal che ha scelto di finanziare 2 ulteriori iniziative al riguardo: “Sviluppo di strumenti tecnici e pratici per lo svolgimento di attività educative e formative in ambito di sessualità, relazioni affettive e prevenzione delle IST nel contesto scolastico” finanziato per 300.00 euro e “Sperimentazione di nuovi modelli organizzativi integrati ospedale-territorio per la prevenzione e il controllo delle IST: percorsi diagnostico-assistenziali agevolati ed offerta di screening gratuiti mirati” finanziato per 320.000 euro.
 
Divulgare non banalizzare: come comunicare la complessità sui temi della salute e della ricerca biomedica
 
 
Descrizione: L’obiettivo principale del progetto consiste nel costruire un format per il confronto tra mondo scientifico e mondo della divulgazione, su vari temi di particolare interesse per la popolazione, con la finalità di migliorare la comunicazione della complessità strutturalmente legata alle problematiche inerenti la salute e la ricerca biomedica.
Negli ultimi anni, infatti, nonostante il tema salute abbia visto un interesse crescente, persistono
indicatori di scarsa informazione nella popolazione. Questo fenomeno, in parte dovuto al
processo di disintermediazione nella ricerca delle notizie, è da attribuirsi alla ipersemplificazione
che spesso si traduce in banalizzazione di fenomeni complessi. Una comunicazione corretta dovrebbe, al contrario, riuscire a far passare l’idea che i temi riguardanti la salute pubblica, come le scoperte in campo medico, implicano processi lunghi e complessi, da cui derivano risultati/scelte gestionali che necessitano di correttivi e continui miglioramenti. 
Tra i molti possibili, sono stati inizialmente individuati i seguenti temi:
1. La ricerca sul Microbiota e l’efficacia dei probiotici.
2. Comunicazione in tema di prevenzione dell’infezione da HIV: nuove sfide e nuove prospettive
3. Fumo e salute: i nuovi prodotti sono meno tossici? Aiutano davvero i fumatori a smettere? Vecchie e nuove strategie di “Big Tobacco”
4. Migranti e salute. I periodici allarmi mediatici sono giustificati?

Le azioni del progetto sono: 
- la promozione di incontri tra Operatori Scientifici e Operatori della Divulgazione, tesi all’approfondimento di alcuni temi specifici;
- la realizzazione di prodotti editoriali multimediali sui temi individuati, mettendo strategicamente a confronto i contenuti scientifici e i più ricorrenti luoghi comuni attraverso cui questi temi vengono rappresentati;
- la realizzazione di un “decalogo” sui temi prescelti che saranno diffusi sui canali di comunicazione di tutte le realtà coinvolte, tra cui le maggiori Società Scientifiche impegnate sui vari temi e rappresentate ai massimi livelli all’interno del DSPMI (SIM, SIMIT, SItI, SIMM, SITAB).

Periodo di svolgimento: Maggio 2020-Dicembre 2021

Luoghi: Università La Sapienza di Roma

Soggetti coinvoltiIl progetto è svolto dal DSPMI (Dipartimento di sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza) in stretta collaborazione con UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) e il Corso di laurea magistrale in “Comunicazione scientifica biomedica”, Facoltà di Farmacia e Medicina, Sapienza Università di Roma.
Il 16 giugno 2021 è stato realizzato l’evento “Infodemia da Covid 19: cronache di un’emergenza mediatica. I principali errori commessi e come evitarli”: il Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza - in collaborazione con UNAMSI e con l’Associazione dei Giornalisti medico scientifici – ha organizzato un primo grande incontro per confrontarsi e discutere di come migliorare l’informazione scientifica e sanitaria in Italia.
A partire da casi studio di informazione “malata”, esperti e giornalisti si sono confrontati sulle conseguenza della disintermediazione nella ricerca delle notizie e della ipersemplificazione che spesso si traduce nella banalizzazione di fenomeni complessi. Ai direttori Luciano Fontana (Corriere della Sera), Maurizio Molinari (la Repubblica), Gennaro Sangiuliano (Tg2-RAI), e al Presidente UNAMSI Franco Marchetti, sono state affidate le riflessioni conclusive. L’evento ha avuto l’obiettivo di costruire un format per il confronto continuo tra mondo scientifico e mondo della divulgazione, finalizzato a migliorare la comunicazione sulle problematiche inerenti la salute e la ricerca biomedica: https://news.uniroma1.it/node/7067.


Referente attività: Dott. Massimo Barberi, Prof.ssa Maria Sofia Cattaruzza, Prof.ssa Michaela Liuccio, Prof. Maurizio Marceca, Prof. Claudio Mastroianni, Prof.ssa Anna Teresa Palamara, Prof. Paolo Villar.

Contatti: comunicazione.dspmi@uniroma1.it

Beneficiari dell’attività: ricercatori, studenti, giornalisti.

Risorse utilizzate: finanziamento nell'ambito del bando Iniziative di Terza Missione, Sapienza Università di Roma.

Impatti sociali, economici e culturali: una comunicazione scientifica adeguata e corretta dovrebbe riuscire a far passare l’idea che le scelte riguardanti la salute pubblica, così come le scoperte in campo medico, implicano processi lunghi e complessi, da cui derivano risultati che necessitano nella gran parte dei casi di correzioni o miglioramenti continui. Naturalmente, tutto questo deve coniugarsi alla capacità di semplificare e rendere fruibili per tutti anche i temi più complicati.
Il rapporto tra mondo scientifico e società è frutto di un intreccio profondo destinato a crescere sempre di più, nonostante il divario esistente tra l’importanza assunta dalla scienza nella vita quotidiana e il persistere di indicatori di scarsa informazione tra la popolazione.
Una possibile soluzione consiste nel definire e nel potenziare il “processo di mediatizzazione della scienza”, ovvero la messa in campo di azioni seriali e reiterate volte alla trasposizione nella sfera pubblica. A questo processo si associa la necessità della “alfabetizzazione scientifica dei media”, ovvero la traduzione della scienza in contenuti spendibili per il pubblico generalista.
Il DSPMI costituisce una fondamentale interfaccia istituzionale, formativa e informativa, tra il mondo della conoscenza scientifica e la società. Gli obiettivi e le azioni del progetto intendono contribuire al potenziamento di un’adeguata health literacy e al tempo stesso un’adeguata competenza comunicativa sui 4 temi iniziali individuati, affinché la Sapienza Università di Roma e il DSPMI in particolare possano contribuire alla costruzione della cittadinanza scientifica.

Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: 
- verifica diffusione “decalogo” dagli iniziali 3 siti web di ambito scientifico-divulgativo e giornalistico con citazione di "Sapienza Università di Roma";
- verifica dell’impatto dei prodotti multimediali da parte dei fruitori dei prodotti, attraverso test di verifica delle informazioni ricevute;
- coinvolgimento attivo delle Associazioni studentesche riconosciute dall’Ateneo Sapienza, come mediatori della diffusione dei prodotti multimediali attraverso le proprie iniziative culturali e sociali.

 
Di seguito il link per il download del decalogo:
 
 
MICROBIOTA INTESTINALE:
 
Nell’ambito del progetto “Divulgare non banalizzare”, è stato realizzato un prodotto divulgativo multimediale sul microbiota intestinale, con un ulteriore approfondimento sull’efficacia dei probiotici. L'obiettivo è quello di comunicare, ad un pubblico eterogeneo, gli ultimi risultati della ricerca sul microbiota. I contenuti affrontati sono organizzati in un minibook divulgativo di facile fruizione, al cui interno l’utente troverà dei QRcode. Così l’utente potrà approfondire gli spunti di riflessione ricevuti, grazie al rapido collegamento a materiali di letteratura scientifica accuratamente selezionati per la chiarezza nell'esposizione di concetti complessi. Infine, sarà possibile per ogni sezione compilare un quiz di verifica delle proprie conoscenze sull'argomento, per favorire un'esperienza interattiva.
 
Di seguito il download per computer del prodotto multimediale:
 
 
FUMO:
 
All’interno del progetto “Divulgare non banalizzare”, è stato  realizzato un prodotto multimediale divulgativo sul fumo. I contenuti trovano spazio in un minibook accessibile ed efficace nel creare una rete tra fumo e vari temi di interesse, tra cui salute e Covid19, rivolta soprattutto ad un target giovanile. L’utente potrà consultare il minibook e seguire i collegamenti creati da numerosi QRcode per approfondire gli spunti di riflessione offerti. I QRcode indirizzeranno a materiali scientifici di fonti validate. Sarà possibile per ogni sezione compilare un quiz di verifica delle proprie conoscenze sull'argomento, garantendo così l’interattività dell’esperienza.
 
Di seguito il download per computer del prodotto multimediale: 
 
 

 

SUMMER TEST: Check point itinerante a LATINA

 

Descrizione: La pandemia da SARS-Cov2 ha “oscurato” altre pandemie più silenziose e nascoste, ritardando la diagnosi di patologie come l’infezione da HIV e altre malattie sessualmente trasmesse. 
La prevenzione e la cura dell’infezione da HIV e di altre IST hanno subito un rallentamento. A Latina è stata registrata una riduzione del 50% delle attività di testing e counselling in ospedale con un possibile impatto sulle nuove diagnosi. Mancare le nuove diagnosi significa non iniziare le cure precocemente, aumentare il rischio di progressione clinica, aumentando anche la contagiosità. 
La Asl di Latina, l’Ospedale S.M. Goretti in collaborazione con il Comune, l’Università La Sapienza, l’Associazione Seicomesei Arcigay Latina nell’ambito del progetto Internazionale Fast-track cities ha offerto un servizio di screening e counselling itinerante nei luoghi dell’estate (piazze, spiagge, eventi), o presso l’ambulatorio ProntoPrEP per le persone ad alto rischio, al fine di coinvolgere la popolazione tutta. Nelle giornate del 30 luglio, 6 e 27 agosto è stato possibile effettuare, in modo anonimo e gratuito, il TEST HIV (test RAPIDO) unitamente al tampone rapido antigenico per SARS CoV-2. Personale sanitario specializzato e dell’associazione si è reso disponibile per rispondere a tutte le domande. 
 
Periodo di svolgimento: 30 luglio, 6 e 27 agosto 2021.
 
Luoghi: luoghi pubblici di Latina, ambulatorio ProntoPrEP (Centro Malattie Infettive, Ospedale SM Goretti).
 
Soggetti coinvolti: Asl di Latina, Ospedale S.M. Goretti (Centro Malattie Infettive), personale sanitario, Comune di Latina, l’Università La Sapienza, Associazione Seicomesei Arcigay Latina.
 
Contatti: ​​Prenotazione ON-LINE: https://form.jotform.con/212042766406047
 
Referente attività: Miriam Lichtner (miriam.lichtner@uniroma1.it)
 
Beneficiari dell’attività: tutta la popolazione
 
Impatti sociali, economici e culturali: diagnosticare precocemente HIV e le altre IST significa  diminuire il rischio di progressione clinica nel paziente, diminuire la contagiosità, ridurre la spesa del SSN per il trattamento del paziente. Impatto anche culturale visto il personale sanitario specializzato e dell’associazione disponibile per rispondere a tutte le domande, informare in modo corretto su una tematica a volte controversa.
 
Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: Nuove diagnosi, inizio di nuove terapie, sensibilizzazione quantificabile con crescita di attività di testing e counselling in ospedale dopo l’iniziativa.
 
Accordion title 1

 

Descrizione: Prevenzione HIV e infezioni sessualmente trasmesse in epoca di pandemia COVID-19: Check-point di Latina come integrazione ospedale-cittadinanza e territorio.
Obiettivo generale del progetto è di contribuire al raggiungimento, degli ambiziosi target “90-90-90” stabiliti dalle Nazioni Unite (www.unaids.org) e considerati essenziali per porre fine all’epidemia da HIV/AIDS: il raggiungimento di almeno il 90% delle persone con HIV diagnosticate (quindi consapevoli del loro stato sierologico); almeno il 90% delle persone con diagnosi di HIV in trattamento anti-retrovirale e almeno il 90% con la viremia non rilevabile. Inoltre, si vuole partecipare all’eradicazione dell’infezione da HCV e alla riduzione della diffusione di malattie riemergenti come la sifilide.
Obiettivo specifico è quello di costituire un Check Point per favorire le diagnosi precoci, al fine di rendere consapevoli le persone sul loro stato sierologico e velocizzare l’accesso al trattamento anche in periodo di pandemia, delocalizzando l’offerta sanitaria. La collaborazione tra associazionismo e struttura sanitaria ha la possibilità di offrire un servizio mirato al coinvolgimento delle popolazioni chiave, più fragili e che più sfuggono alle strutture sanitarie standard.

Attività specifiche:
• Counselling: supportare gli utenti attraverso una sessione di counselling proposta sia prima che dopo la somministrazione del test, per dare informazioni sulla prevenzione e sui comportamenti a rischio e per offrire il supporto alla comprensione del risultato del test. Inoltre, uno specifico servizio di counseling per chi entra in relazione con persone in HIV-HCV (di coppia, familiare o individuale), servizio di auto-aiuto di gruppo per persone sieropositive; servizio di consulenza medica per HIV e altre Malattie Sessualmente Trasmissibili.
• Prevenzione: fornire informazioni e strumenti efficaci per prevenire HIV e le altre IST,
quali profilattico e PrEP.
• Testing (Test HIV, HCV e Sifilide): fornire il test in modo gratuito per l’utente, in un ambiente
friendly, e con modalità rapida e mini-invasiva, favorendo l’aggancio ai servizi per il trattamento e la cura. Attività in collaborazione con i medici del Centro di riferimento della UOC di Malattie Infettive dell’Ospedale SM Goretti di Latina.
 
Periodo di svolgimento: 17 Dicembre 2020
 
Luoghi: Ambulatorio ProntoPrEP (Centro Malattie Infettive, Ospedale SM Goretti).
 
Soggetti coinvolti: Asl di Latina, Ospedale S.M. Goretti (Centro Malattie Infettive), personale sanitario, Comune di Latina, l’Università La Sapienza, Arcigay Seicomesei-APS Latina.
 
Referente attività: Miriam Lichtner
 
 
Beneficiari dell’attività: tutta la popolazione
 
Impatti sociali, economici e culturali: Aumentare l’accesso al test e al counselling nel territorio della ASL di Latina raggiungendo le popolazioni più fragili e che difficilmente accedono alle strutture sanitarie. Aumentare quindi le diagnosi misconosciute ed effettuare trattamenti precoci riducendo i casi di malattia e riducendo quindi i contagi. 
In un primo periodo si attende un aumento delle nuove diagnosi, successivamente un aumento dei test con riduzione dei casi. Acquisire dati sui comportamenti a rischio, la percezione del rischio e il Self-Empowerment. 
 
Indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione: Valutazione del numero di accessi al servizio. Indicatori chiave l’aumento delle diagnosi e dei trattamenti precoci, aumento dei test e della partecipazione a counselling. Verrà effettuata una valutazione degli utenti stessi alla fine del percorso.
 

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