Vaccinazione anti-influenzale

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L’influenza è una delle malattie più comuni che infettano le vie respiratorie. E’ causata dal virus RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae: è molto contagiosa e si trasmette attraverso le goccioline di muco e saliva disperse attraverso la tosse, gli starnuti o semplicemente parlando e per via indiretta attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni.
Nell’Unione Europea, circa 40 mila persone muoiono a causa delle epidemie influenzali. Oltre all’osservanza di precise regole ingieniche, l’influenza si previene attraverso la somministrazione di specifici vaccini antinfluenzali nel periodo che va dalla dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, fatte salve specifiche indicazioni.
La vaccinazione è raccomandata in particolare ai Medici e personale sanitario di assistenza. La copertura anti-influenzale tra gli operatori sanitari è fondamentale poichè riduce il rischio di malattie simil-influenzali nei pazienti ricoverati in ospedale.
Molti studi hanno analizzato il comportamento nei confronti della vaccinazione antinfluenzale in riferimento ai medici e agli operatori sanitari. Da parte di questi ultimi è stata evidenziata una bassa adesione alla vaccinazione dovuta principalmente a:
  • mancanza di tempo
  • sensazione di invulnerabilità alla vaccinazione
  • la convinzione di non essere a rischio
  • la condizione di essere giovani e in salute
 
Per proteggere la salute dei professionisti sanitari, per evitare la trasmissione dell’infezione e l’interruzione di servizi essenziali di assistenza in caso di epidemia influenzale è necessario aumentare i tassi di vaccinazione. Per sensibilizzare operatori e professionisti sanitari è fondamentale strutturare campagne di formazione e un lavoro di educazione e promozione del personale.